LEVANTO, VAL DI VARA E CINQUE TERRE

Alla scoperta di una civiltà millenaria tra villaggi sperduti, spiagge meravigliose e natura selvaggia

Creta è pura potente primigenia energia che assorbi mentre scegli di lasciarti prendere da quanto ti accade tutt’intorno.
Gli abitanti dell’isola dicono “sigà sigà”, “piano piano”, ed è la loro filosofia di vita, è il loro modo di prendere in ogni momento tutto ciò che questa terra dona: il mare cristallino, la straordinaria accoglienza della gente, gli spazi, i silenzi, le gole e le montagne aspre.

Piano piano, passo dopo passo, andremo a contemplare i panorami meravigliosi di quest’isola galleggiante in mezzo al Mediterraneo, crocevia di gente e culture, culla di quella civiltà minoica che fu la progenitrice di quella polis greca da cui la nostra società ha origine.

Ristoreremo corpo ed anima: in taverne al fresco di platani millenari e all’interno di chiesine lontane da tutto e tutti, cariche di sacro.
Incontreremo chi questa terra la vive, la nutre, la ama e la difende, ne godremo dei suoi frutti succosi.
Ci infileremo nelle sue gole maestose che come una rasoiata tagliano in due catene montuose, accompagnandoci ad immergersi nel suo mar libico blu cobalto
Scopriremo le antiche vestigia di un percorso millenario brilleremo del sole allo zenit e saremo assorbiti dai suoi tramonti infiniti.

Una Creta nascosta, insolita, inaspettata, assolutamente straordinaria.

“Questo paesaggio cretese somigliava alla buona prosa: ben lavorato, sobrio, esente da ornamenti superflui, forte e misurato. Esprimeva con i mezzi piú semplici la sostanza. Non divagava, non accettava di utilizzare alcun artificio, alcuna retorica; diceva quello che aveva da dire in modo austero. Ma tra le sue linee severe potevi distinguere in questo paesaggio cretese una sensibilità e una tenerezza inaspettate – nelle cavità riparate dal vento profumavano i limoni e gli aranci, e dal mare sconfinato si riversava un’inesauribile poesia.” – Nikos Kazantzakis

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Creta, panorama

Un pò di storia

Creta è la culla della grande civiltà minoica, una civiltà misteriosa di cui incerte sono le origini ma soprattutto la cui fine è ancora insondabile, si parla di Creta come di Atlantide.

Grecia, gli dei dell’Olimpo ed il più importante di tutti Zeus. La narrazione racconta che ai piedi del monte Psiloritis (il più alto di Creta) all’interno dell’antro Ideo fu nascosto il futuro re. Il mito racconta che la madre Rea dopo aver visto il marito Crono divorare gli altri cinque figli per paura che lo detronizzassero, gli fece ingoiare una pietra avvolta nelle fasce al posto del piccolo Zeus, per poi nascondere l’infante proprio in questa caverna, affacciata sul grande altopiano di Nida sopra il famoso paese di Anogeia.

I Minoici sono considerati i fondatori della prima grande civiltà europea oltre 5000 anni fa, di loro si sa relativamente poco e questo mistero alimenta suggestioni ed ipotesi.
Ci hanno lasciato comunque splendidi resti che ci raccontano di una civiltà avanzata e capace di grandi opere: in primi il palazzo di Cnosso, dimora di Minosse presso l’attuale capitale Heraklion, le rovine di Festos, sontuosa abitazione di Radamanto (fratello di Minosse) sulla collina ai piedi della grande piana di Messara e non da ultimo Kato Zakros, all’estremo est dell’isola, dove si trovano le rovine dell’antica città uno dei quattro principali centri amministrativi minoici che grazie al suo porto protetto e alla posizione strategica fu un importante centro commerciale per il commercio verso Oriente.

La dominazione veneziana durata dal 1204 al 1669 ha lasciato segni indelebili che ci raccontano di una presenza atta a valorizzare le città-porto (Chania, Rethymno e Heraklion in primis) quali basi per i commerci con l’oriente, senza voler soffocare quella società arcaica ricca di tradizioni che permeava e tuttora permea la vita dell’interno e del sud dell’isola e che ha continuato e continua tuttora a resistere e far “valere le sue leggi ancestrali”

Creta, palazzo di Cnosso

La gente

Quando qualcuno mi chiede perché amo così profondamente Creta, di cosa si compone il cordone ombelicale che mi tiene legato a questa terra, a cosa penso quando chiudo gli occhi e ritorno lì, quale è l’elemento più forte che mi fa ritornare sull’isola anno dopo anno da tanto tempo?
La mia risposta sin da subito è stata: la gente ed ancora meglio le singole persone.

“Il mio nonno materno, in un villaggio di Creta, ogni sera prendeva la lanterna e faceva il giro del villaggio per controllare che non fosse arrivato qualche straniero; nel caso lo portava a casa, gli dava da mangiare e da bere a volontà, poi si sedeva sul divano, accendeva la lunga pipa turca e si rivolgeva all’ospite – per lui era giunta l’ora di pagare – e gli ordinava “Parla !” e l’ospite “Cosa vuoi che dica vecchio Mustoghiorghis ?”
Lui “Chi sei, che cosa sei, da dove vieni, quali paesi hanno visto i tuoi occhi? Devi dire tutto! Avanti Parla !” – N.Kazantzakis

L’ampia bellezza dei discendenti di questa antica civiltà minoica la percepisco nei gesti, nelle parole, nell’accoglienza nella fierezza ma soprattutto negli occhi delle persone che ho incontrato, mi affascinano sempre e ad ogni ritorno ne ritrovo un pezzo e ne scopro un altro
Sono occhi e mani e sguardi che esprimono un senso di grande libertà, incastonato all’interno di un ambiente naturale, delle antiche tradizioni ed un vivace presente.

“Non mi aspetto niente. Non ho paura di nessuno. Io sono libero” – N.Kazantzakis

Mi piace alzarmi la mattina ed essere accolto da una sontuosa colazione cretese in stile mediterraneo e dal loro frizzante “Kalimera !! Ti Kaneis ?” …ossia “Buongiorno ! Tutto bene ?”

Natura

E la libertà che si respira con le persone e quel senso atavico di grande attaccamento alla propria terra, li ritrovi poi decidendo di perderti lungo le strade tortuose, strette, a precipizio e quindi bellissime che reticolano l’isola portandoti a scoprire gole precipitevoli, paesini intatti, spiagge alla fine del mondo, valli come giardini ricolme di olivi, alberi da frutta e vigna, terre aspre, brulle, severe e profondamente intatte; possenti, maestosi, misteriosi olivi multimillenari (il più vecchio di Creta e tra i più vecchi al mondo pare abbia oltre 3000 anni e fiorisce ancora)

Il perdersi per ritrovarsi lo si compie poi zaino in spalla lungo i sentieri che corrono paralleli alla costa sud in un ambiente pressoché incontaminato dove raggiungere borghi non toccati da strade, rimbalzando da un’insenatura all’altra, infilandosi nelle numerose gole che scendono a valle aprendosi varchi come squarci dai monti Bianchi e giù sino al mare.

E propri i monti sono un’altra incredibile caratteristica di quest’isola continente: ci sono ben tre catene montuose tutte abbondantemente oltre i 2000mt s.l.m. (Monti Bianchi o Lefka Ori ad ovest, il Monte Psiloritis al centro e la catena dei Monti Dikti ad est) che si susseguono praticamente senza soluzione di continuità e separano l’interno o possiamo dire il nord dell’isola dalla selvaggia costa sud.
La costa sud è quanto di più selvaggio si possa trovare in questo che è il punto più a sud dell’Europa, piccole spiagge immacolate, raggiungibili solo a piedi o in barca, golfi ampi e sabbiosi, rocce a precipizio, grotte marine in cui immergersi, olivi e carrubi centenari che regalano ombra, piccoli borghi che ti accolgono dopo lunghe camminate lungo il famoso sentiero europeo E4 …e poi ancora le spiagge ad ovest da Balos ad Elafonissi, al centro sud la famosa spiaggia di Matala meta degli hippie negli anni 60, ma soprattutto la sua Red beach e lì dappresso le spiagge di Tripiti ed Agio Farangio, e non lontano la spiaggia di Preveli con le sue palme giganti ed a proposito di palme la spiaggia di Vai a nordest con la sua foresta di 5000 palme nane ed altro ancora….

Città e monasteri

Le civiltà che si sono succedute hanno lasciato il segno sull’architettura dei luoghi, soprattutto nelle città della costa nord in relazione alla lunga presenza veneziana di quasi 500 anni ad Chania, Rethymno e Heraklion.
Chania, in primis, porto fortificato e primo approdo da nord, con i suoi ”squeri” (squero dal ven. squero, dal gr. eskhárion “cantiere” …una sorta di piccolo cantiere per il recupero la riparazione e/o la costruzione di barche di piccolo tonnellaggio), le sue vie dai nomi delle antiche famiglie veneziane, i suoi palazzi con bifore e trifore, nonché monumenti del periodo bizantino ed alcuni elementi legato alla presenza ottomana ed i suoi bar e ristoranti allegri e chiassosi; Chania insomma è una città da vivere perdendosi nelle sue viuzze che come radici si intrecciano nei vecchi quartieri, perdendo tempo nei suoi curatissimi bar all’aperto nascosti in lussureggianti giardini interni …ti siedi e fai una gran fatica ad alzarti, perdendosi tra le vestigia di antiche mura romane, coltellerie aperte da quattro generazioni e enoteche di vino cretese e raki
Rethymno è più calma, pacata, morbida, ricalca le orme della sorella maggiore Chania; il suo essere più piccola, dall’animo discreto, sede di importante università, conferma l’impronta tipicamente veneziana, “pretende anch’essa” una breve visita ed un aperitivo al porto, una serata di relax
Heraklion con il suo grande porto, la fontana Morosini, costruita nel 1628 su ordine del generale veneziano Francesco Morosini e considerata uno dei monumenti più belli e famosi lasciati in città dalla Serenissima, i suoi quartieri rivalorizzati è capitale dell’isola, ricostruita in molte parti deve essere scoperta per viverla
E poi i mille borghi dell’interno, da Spili con la fontana dei leoni ad Anogeia con le sue tradizioni ancora intatte, da Archanes, patria della millenaria viticoltura cretese, alla valle di Amari.
E poi la grande tradizione bizantina ancora fortissimamente presente, con i suoi grandi monasteri: da quelli sperduti (come Moni Khoudouma, un luogo magico affacciato sul mare infinito ai piedi del famoso Monte Kofinas) e quelli più “importanti” come Moni Faneronemi a quelli abbandonati e carichi di fascino come Katholiko sulla penisola di Akrotiri: “Barbe solenni e sguardi fulminanti, un serie di foto ottocentesche di metropoliti e monaci guerriglieri a cavallo, fieri dei loro fucili usati contro i turchi, testimoniano il glorioso passato del monastero di San Giorgio Epanosifili …entrando bisogna osservare ogni gesto ed ogni simbolo, a partire dal semantron l’asse di legno che un monaco percuote con un martelletto per annunciare le funzioni, un ricordo del tempo in cui gli ottomani avevano vietato le campane”
Il vivere questi luoghi anche solo qualche ora rimane indubitabilmente impresso negli occhi, quegli occhi che devono sforzarsi di intravedere persone, cerimonie e riti solo alla luce di migliaia di candele, nel naso intriso dei mille odori di candele, d’incenso e di profondamente umano, nel cuore di chi è in grado cogliere tutto questo

Taverne e convivialità…Yamass

Ecco la convivialità, il piacere di darsi il tempo, il gusto dell’incontro e del confronto, lo sguardo nello sguardo dell’altro, il piacere di non avere fretta, di dare pienezza al tempi all’ombra di un platano millenario e sotto la pergola di vite, assaggiando una mezè (qualcosa di simile ad un cicchetto veneziano), degustando un Thrapsatiri (vino bianco sapido originario cretese, uno tra i 7 vitigni bianchi originari di Creta oltre ai 4 vitigni a bacca rossa), e lanciando uno Yamass (…alla salute !!) mentre si ingoia una rakì (grappa di vinaccia).

“Che razza di macchina è l’uomo! Le metti pane, vino, pesci, rapanelli, ed escono sospiri, risate e sogni. Una fabbrica!” – N.Kazantzakis

Ed allora torniamo al nostro motto iniziale “Sigà Sigà” ….piano piano …senza fretta …

“Ancora una volta sentii quanto cosa semplice e frugale fosse felicità: un bicchiere di vino, una castagna arrosto, un bracciolo malconcio, il suono del mare. Nient’altro.“ – N.Kazantzakis

Come avete capito a Creta si possono prima sognare e poi vivere viaggi, vacanze, cammini, incontri, degustazioni, concerti, silenzi; ci si può perdere e soprattutto ritrovare, si può scendere dalle montagne e tuffarsi nel mare nello stesso giorno, si possono vivere atmosfere mistiche e godere appieno della libera convivialità di questo popolo.

Siamo pronti ad organizzare un tempo tagliato “su misura” per Voi :

  • trekking in cammino lungo le coste o saltellando tra l’interno e le spiagge
  • girovagabondaggi tra spiagge, città, vignaioli e paesini sperduti
  • periodi estesi per un’ampia conoscenza dell’isola
  • proposte a raggiera facendo perno su una o due località e spostandosi giornalmente con mezzi propri da spiaggia a paesino, da vigna a montagna, da sentiero a taverna
  • qualsiasi altra creativa idea possiate avere del voler “vivere Creta”…uno dei luoghi più belli del mondo !!

Yamasss !!!!!!

Scopri qui come funziona il nuovo servizio Trekking su Misura e per iniziare a progettare la tua avventura compila il form qua sotto!

Enrico Buttignon

+39 348 49 56 176

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